La nuova ipnosi
Inizialmente l'ipnosi viene concettualizzata come un fluido che parte dall'operatore e influenza il soggetto, in seguito Puiségur osserva come non ci sia alcun fluido fisico in azione e Faria (1815) come il processo di magnetizzazione non risiede nell'ipnotista ma nel magnetizzato. Braid (1840) coniò il termine “ipnosi” e costruì un modello teorico dell'ipnosi basato sulla fisiologia del cervello, quindi più vicino alla metodologia medica.
Liebeault teorizza l'ipnosi come un sonno naturale indotto per suggestione, mentre Bernheim convalida l'importanza delle suggestioni sostenendo che è possibile ottenere dei risultati persino mediante la somministrazione in stato vigile.
L'opera innovativa di Milton Hyland Erickson parte da un presupposto che rivoluzionerà sia la tecnica sia la terapia: per facilitare l'ipnosi, che è uno stato naturale, non servono stimoli visivi o uditivi esterni ritmici, ma basta il comportamento (verbale e non verbale) dell'ipnotista ed essendo l'ipnosi una condizione naturale, non esiste persona in grado di non accedervi.
Alcuni soggetti hanno bisogno di un accompagnamento attivo di guida altri di poter scegliere liberamente la maniera in cui accedere allo stato stato di trance.
Lo stato ipnotico, sebbene piacevole, è un mezzo per ottenere delle differenti abilità e capacità, non raggiungibili allo stato di veglia,con l'obiettivo di raggiungere gli scopi terapeutici.
Con il progredire della metodologia e della tecnica si è proceduti a trattare differenti ambiti e patologie (nei paesi anglosassoni viene utilizzato come terapia del dolore per malati terminali, come medicina di emergenza nei reparti ustionati, nel trattamento dermatologico...).
Erickson descrive un inconscio differente da quello minuziosamente illustrato dalla psicodinamica classica, l'inconscio ericksoniano è una riserva di esperienze e capacità dimenticate ma accedibile mediante la trance ipnotica.
Infine dalla sua opera traspare forse il più importante e profondo obiettivo della sua filosofia terapeutica: aggiungere possibilità agli esseri umani per aiutarli a divenire più flessibili e compiere nuove scelte più adattive; difatti ognuno di noi compie le migliori scelte possibili in base alle risorse e capacità disponibili al momento.


